La Storia dell’Uomo in 5.739 caratteri (spazi inclusi).

Nuclear Evolution.

 

Alcuni giorni fa riflettevo sulla possibilità – non così remota, stando a quanto sostiene Roberto Giacobbo – che la razza umana si estingua da un momento all’altro. Partendo dal presupposto che non mancheremmo a nessuna delle specie con cui dividiamo questa curiosa sfera che gira, l’eventualità di una nostra repentina uscita di scena ci garantirebbe l’immortalità nell’immaginario delle generazioni a venire: pensate a delle blatte senzienti (dato che sarebbero loro, assieme ai topi, le uniche creature a sopravvivere a un olocausto nucleare o all’impatto di un meteorite con la Terra) che tra una sessantina di milioni di anni, arrivate al culmine del loro processo evolutivo, decidessero di dedicarci un film.

La Blatta Senziente.

 

“Neozoic Park” narrerebbe le vicende di un’eccentrica blatta milionaria che decide di riportare in vita l’uomo a partire dai resti di un RVM di Uomini & Donne rinvenuti in un giacimento d’ambra fossile, con l’intenzione di farne la principale attrazione di un parco a tema. Poi, un po’ per la presunzione della blatta e un po’ per l’avidità dei suoi collaboratori, quegli esseri bipedi intorno al metro e ottanta finirebbero per ritorcersi contro le blatte, tornando alle attività dettate loro dall’istinto, ossia presenziare a serate in discoteca dopo aver incassato cachet vergognosi e bivaccare per mesi su un trono dorato rivolgendo il profilo migliore a favore di camera. Immagino i piccoli di blatta raggomitolarsi nelle poltrone dei cinema davanti a quelle scene raccapriccianti e i genitori rassicurarli amorevolmente: «Tranquilli piccoli, è solo un film!». La pellicola godrebbe di un clamoroso successo di pubblico, diventando il pretesto – nell’ordine –  per una trilogia dalle finalità spiccatamente commerciali, un videogame ed una linea di merendine. Dopodiché i piccoli di blatta, divenuti adolescenti, si romperebbero i coglioni degli uomini e i loro cuori comincerebbero a palpitare per le travagliate vicende sentimentali di blatte-vampiro dal look molto cool.

La solitudine della particella di sodio.

Questo per dire che, per quanto la proverbiale vanità dell’uomo lo abbia convinto di essersi guadagnato un posto d’onore nella Storia, lei potrebbe benissimo fare a meno di noi, affidando la nostra parte a qualcun altro (ad es. alle blatte di cui sopra, con buona pace della Baygon). D’altronde è da qualche miliardo di anni che i personaggi della Storia si avvicendano senza soluzione di continuità sul suo palcoscenico: in principio vi erano solo acqua, terra e un atomo di carbonio, la cui solitudine ricordava molto da vicino quella della particella di sodio dell’acqua Lete. Il signore canuto che stava al piano di sopra, impietositosi, decise di presiedere lo startup di un’impresa – la Vita S.p.A. – che avrebbe operato nell’ambito della fornitura di beni e servizi. L’intento era di rendere quelle lande desolate un posto migliore. A suo figlio, in un deprecabile atto nepotistico, affidò il compito di regional manager, carica che sarebbe diventata effettiva solo qualche anno più tardi, quando si sarebbe posta la necessità di verificare in loco la bontà dell’investimento. La concorrenza, però, fattasi nel frattempo particolarmente accanita, lo avrebbe messo in croce. Questa però è un’altra storia, procediamo con ordine.

«Credimi, quassù è sopravvalutato».

 

All’inizio c’erano quegli esserini monocellulari che con le loro ciglia sguazzavano nel brodo primordiale, poi fu il turno di quei pescetti con le pinne a mo’ di zampe che per primi si avventurarono oltre il pelo dell’acqua, guadagnando la terra ferma. Il trucco per sopravvivere in quell’ambiente ostile fu trasformare l’apparato branchiale in polmoni. Ci volle qualche milione di anni, ma con gli amici giusti riuscivi a cavartela in un paio di settimane, senza pagare il ticket. Al che la scena fu monopolizzata dai grandi rettili che, a dispetto delle generose dimensioni, furono soppiantati dall’oggetto delle loro colazioni, ossia da roditori mammiferi apparentemente insignificanti i quali, in compenso, avevano la prerogativa di riprodursi a ritmi paragonabili a quelli di Cristiano Ronaldo. Ciò consentì loro di diversificarsi in una pluralità di specie che comprendeva – tra le altre – anche i primati.

Questi, a un certo punto, capirono che stare sugli alberi era scomodo, oltre che palloso, e decisero di vedere come buttava al piano di sotto. Ma l’erba era alta, e per vedere arrivare i predatori era necessario alzarsi in piedi. Quel gesto liberò le mani per due usi fondamentali, il primo dei quali si è tramandato sino ai giorni nostri, causando la cecità di gran parte della popolazione maschile. Nel secondo, il pollice opponibile venne usato per scopi ben più nobili, ovvero per la fabbricazione di utensili, affinatasi sino alla realizzazione dell’artefatto che ha sancito il punto d’arrivo del progresso tecnologico, ossia l’iPhone 4. Ed è allora che l’uomo si è reso conto dei propri limiti, perché proprio il pollice opponibile, il suo più fedele alleato nell’assoggettamento delle altre specie e nei lunghi pomeriggi di solitudine, ha fatto sì che l’iPhone, se impugnato in maniera errata, perda il segnale. Quell’evento ha sancito uno strappo nell’evoluzione che difficilmente potrà essere ricucito da una semplice custodia. È il segno che qualcosa si è rotto, che il nostro dominio sulle altre specie è giunto all’epilogo, che l’Apocalisse è vicina. Ma consoliamoci, perché a detta del creatore «C’è un app anche per questo».

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in A Ruota Libera e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a La Storia dell’Uomo in 5.739 caratteri (spazi inclusi).

  1. Elena ha detto:

    ahahah io mi reincarnerò nel corpo di Daniela di Uomini e Donne, finendo a spacciare droga vendendola a Costanzo! comunque il prossimo passo è fare le vignette col Gimp!!

  2. morella ha detto:

    ..non ci resta che piangere!!! ahahahaha!!! Grande Anto!

  3. Sara ha detto:

    Noooo! L’RVM di Uomini e Donne noooooo!!

  4. Annie ha detto:

    Dopo essermi disperata per le cialde, sono ben felice di ammettere candidamente di non avere la più pallida idea di cosa è un RVM di Uomini e Donne, e di non averne mai sentito parlare..
    Fiuuu, c’è ancora qualcosa di sano in me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...